sabato 8 febbraio 2020

FILIPPINE CEBU

Finiti i classici festeggiamenti e abbuffate del Natale ecco che finalmente si parte per nuovi luoghi esotici e caldi: quest'anno io e Raffaella abbiamo deciso di visitare le Filippine e precisamente i fondali di Cebu...

Dopo circa 12 ore di volo da Roma e uno scalo a Seoul, dove trovo una robottina che mi segue e mi fa gli occhi a cuoricino... 



Prendiamo il terzo aereo che ci porterà a Cebu.

Arrivati all'aeroporto vediamo che hanno dei seri problemi... oltre 2 ore di fila per superare i controlli di polizia. E i disguidi non sono finiti lì...

Al ritiro bagagli apprendiamo la terribile notizia: il mio bagaglio, con tutta l'attrezzatura subacquea, i miei vestiti, carica batterie e snoot, è rimasto a Roma.

Il personale della compagnia aerea ci tranquillizza rassicurandoci che sicuramente l'avrebbero spedita col volo successivo e l'avremmo trovata l'indomani notte.

Così verso le 05 del mattino arriviamo all'hotel di Cebu City dove, completamente sballati dal jet lag, dormiamo qualche ora per poi andare in un grosso Shopping Mall a pochi passi dal nostro albergo.

Lì si respira una grande aria natalizia con tanti addobbi, pupazzi e alberi di natale. All'una di notte ci rechiamo nuovamente in aeroporto ma, dopo altre 3 ore di attesa, ci dicono che il bagaglio non è ancora arrivato...




Con grande rabbia e delusione, partiremo dopo poche ore per Malapascua (dopo aver acquistato un po' di miei vestiti e i carica batterie fondamentali in una vacanza fotosub).

Il viaggio per Malapascua dura circa 3 ore, grazie anche ad un autista che sembrava uscito dal film "Taxxi" di Luc Besson, dato che sorpassava suonando il clacson in continuazione a motorette e camioncini in una strada che, di fatto, era viuzza in mezzo alla giungla...

Arrivati al porticciolo, con non poca difficoltà riusciamo a salire i bagagli in una delle classiche imbarcazioni filippine.



Dopo circa un'ora di navigazione, ecco finalmente l'isola. Dato che non esiste un porticciolo e l'acqua è bassa a riva, ci trasferiscono tutti in un barchino piccolissimo, che sembrava che stesse per affondare.

Arrivati sull'isola, scopriamo che il nostro resort è lontano dal porto e l'isola non ha strade asfaltate, ma solo vie di sabbia fine, quindi per arrivarci, carichi come eravamo, alcuni locali fanno salire noi e tutti i bagagli su delle motociclette (non vi dico che impresa e scomodità).

Durante il tragitto passiamo per il villaggio degli sfollati dopo il tifone che anni fa ha devastato Cebu e le isole vicine, qui la povertà si vede tutta: gli abitanti vivono in delle capanne costruite con quello che hanno trovato sull'isola, insieme a galline e cani rognosi.

Arrivati all'"Aabana beach resort", ci sistemano in un piccolo appartamento dell'eco resort. Saranno nostri vicini di stanza: pipistrelli, galli e uno strano geco che emette un suono fortissimo e buffo (ne incontreremo tanti altri durante il viaggio, sarà la nostra colonna sonora ufficiale!!!).




L'indomani ci rechiamo al diving "Sun & fun", consigliatomi da Jerome Kim e da JC Cernioux, e trascorriamo la prima giornata di immersioni a Kalanggaman: una meravigliosa isola con una spiaggia bianchissima e acqua di un intenso azzurro.











I fondali sono ricchi di pesce, coralli, nudibranchi  e soprattutto tante creature piccolissime da fotografare in macro.






















La mattina successiva andiamo alla ricerca di chi ci ha spinto in quest'isola all'estremo nord di Cebu: gli squali volpe (Monad Shoal).

Come già sapevamo, dobbiamo fare una levataccia: la sveglia suona alle 04.00 del mattino perchè si parte in barca alle 05.00...

Ma lo spettacolo di vedere questo meraviglioso e maestoso animale a quasi un metro da noi ripaga ampiamente qualsiasi sforzo!



Anche i fondali nei punti di immersione di Malapascua offrono tante emozioni, si trova tanta roba macro, tartarughe, serpenti marini e tanti anemoni abitati da 4 differenti specie diverse di pesce pagliaccio.


E anche qui si possono avvistare vari squali pinna bianca a circa 25 metri di profondità...



Passiamo la notte della vigilia del Capodanno in un bel localino sulla spiaggia, accanto a un tavolino pieno di delizioso cibo locale.





Attendiamo la mezzanotte e i fuochi d'artificio dal mare, ascoltando una band rock che esegue pezzi musicali storici. 

L'atmosfera è davvero piacevole: si balla e si beve in un clima di festa.

Dopo tre giorni passati qui, ci spostiamo per la prossima tappa del nostro tour... 

Purtroppo il viaggio di ritorno non è per nulla piacevole: lasciamo l'isola nel mezzo di un bel temporale con acqua torrenziale e mare abbastanza agitato...  

Arrivati al porticciolo troviamo il taxi che, dopo circa 5 ore, ci porterà  a Moalbol.

Questa località da subito ci entusiasma perché in albergo, al momento del check-in, notiamo una nostra vecchia conoscenza: la mia valigia!

Dopo giorni di mail e messaggi notturni, finalmente la compagnia aerea si era decisa a consegnarla.  

Il nostro albergo ha il diving all'interno della struttura e basta fare 10 metri per arrivare sulla spiaggia dove c'è la barca che ti aspetta...



Ci affidano Johnny, una brava guida subacquea con l'hobby della fotografia, che conosce perfettamente i siti di immersione e sa dove andare a trovare i soggetti fotograficamente più interessanti.

I fondali sono ricchissimi di vita: distese infinite di coralli, anemoni e spugne disegnano dei cromatismi di colori e forme unici.













Le giornate qui scorrono in maniera molto piacevole: al termine delle le tre immersioni quotidiane, ci concediamo un massaggio rilassante in una delle tante SPA vicine, per poi cenare in uno dei tanti caratteristici ristorantini sul mare con cucina locale.

Qui uno dei posti più belli e gettonati per le immersioni è Pescador Island, un'isoletta di fronte a Moalbol che offre diversi percorsi subacquei.

Vediamo dei bellissimi nudibranchi, tartarughe, calamari e granchi minuscoli che si mimetizzano perfettamente nelle creature che ospitano. 







E sempre qui a Pescador Island riusciamo a beccare e a vedere con qualche sforzo, date le piccolissime dimensioni, i più piccolo cavaluccio marino esistente al mondo l'hippocampus Denise...



Durante una notturna, Johnny ci porta a vedere l’accoppiamento dei pesci mandarino (che a Malapascua non eravamo riusciti a fotografare per la grande confusione…)







Qui lo spettacolo è magnifico: indisturbati assistiamo più volte alla danza d'amore che eseguono questi pesci, vedendoli dapprima sollevarsi insieme di circa 40 cm e unirsi per la fecondazione delle uova, per poi ricadere velocemente dentro gli anfratti del coralligeno che li protegge. 



Durante quell’immersione becchiamo pure una  seppia gigantesca (oltre i 10 kg) alla quale riesco a fotografare solo l’occhio con la mia lente 105…







Una delle immersioni che ho più apprezzato è stata quella al sito del relitto dell'aeroplano: un piccolissimo aeroplano biposto, ormai svuotato di tutto, ma molto coreografico.





Una bellissima pennatula staziona proprio sotto la coda del mezzo.



Anche qui vi è una bella barriera corallina che offre tanti spunti per realizzare delle colorate foto grandangolari.





A Moalbord, poi, ogni giorno verso le tre del pomeriggio, ci immergevamo nei fondali davanti al nostro albergo per fotografare il sardine run. 




Questa zona è conosciuta per essere un punto di riunione di banchi enormi di sardine che creano delle bellissime coreografie con il loro spostamento. 

Abbiamo trovato pure un grande frogfish e dei bei gamberi mantide.





Dopo cinque giorni di immersioni a Moalbol è giunta l'ora di rimetterci in viaggio: lasciamo temporaneamente l'isola di Cebu alla volta di Dumangete e da qui saliamo su un'altra imbarcazione per raggiungere la bella e selvaggia isola di Apo.





Ad Apo ci sono poche sistemazioni tra le quali scegliere. Il nostro residence è molto carino, ci assegnano una stanza proprio sopra il diving, con un balconcino di fronte alla spiaggia. 

La sistemazione è perfetta per le nostre esigenze, le uniche pecche sono il bagno, che ha acqua corrente solo nella doccia, e l'energia elettrica, erogata da un generatore solo per pochissime ore. 

Manca pure la connessione internet... ma questo alla fine potrebbe essere un vantaggio... 

Appena arrivati, decidiamo di farci un bagno solo con le maschere per vedere il fondale di quest'isola e becchiamo da subito una tartaruga, per nulla spaventata, che ci tiene compagnia. 

Apo Island è conosciuta in tutte le Filippine per essere un santuario per le tartarughe marine: stanziano qui sia quelle verdi che le imbricate.

L'indomani mattina si parte con le prime immersioni, qui troviamo tantissimi spunti sia per la fotografia macro che grandangolare: tantissimi alberelli di Natale colonizzano le spugne, incontriamo serpenti marini, lionfish, coralli, e tanti pesci pagliaccio con dei bellissimi anemoni. Diversi pesci di varie specie e colori vivono indisturbati in questo paradiso subacqueo. 










Faremo pure una notturna per cercare i pesci mandarino, ma purtroppo qui non abbiamo la fortuna di assistere al loro accoppiamento... Riesco a beccare una seppia che mi concede solo uno scatto per poi scappare via...





L'indomani si va alla ricerca di tartarughe e ne troviamo tantissime appisolate nel fondale o in qualche anfratto.





Nel pomeriggio usciamo per fare un'escursione dell'isola e, dopo una bella scarpinata, salendo gradini interminabili e passando per alcuni piccoli villaggi dove la gente del luogo alleva il proprio bestiame, arriviamo in cima ad Apo. Ai piedi di  un piccolo faro ci godiamo il paesaggio dall'alto dell'isola, con una vista a 360° sul mare e sui boschi di altissimi di bamboo. I tronchi di quest'albero sono molto importanti per l'economia dell'isola, essendo utilizzati sia per le costruzioni di case che per le imbarcazioni.














Dopo alcuni giorni passati in questo paradiso subacqueo torniamo a riconnetterci col mondo, con estremo sollievo per i diversi amici preoccupati per il nostro inconsueto silenzio web.

L'ultima tappa del nostro viaggio è Oslob, un villaggio a sud di Cebu, diventato famoso negli ultimi anni per la presenza di tanti squali balena.

Qui ogni mattina i pescatori locali attirano questi giganti del mare portando loro da mangiare. 

Per tale occasione vengono organizzate barche piene di turisti di tutte le età che sperimentano l'emozione di osservarli durante lo snorkeling.

Il progetto sebbene sia avversato da tanti ambientalisti, di fatto rappresenta un'occasione incredibile per poterli ammirare da vicino.

Il primo giorno decidiamo di fotografarli dal basso con le bombole e ci affidiamo a un diving che abbina a quest'immersione altre due nella vicina isola di Sumilon.

La sveglia anche in questi giorni suona molto presto: alle 06.00 ci troviamo al diving per preparare tutta l'attrezzatura e raggiungere a piedi la vicina zona di avvistamento degli squali balena.

Inutile dire che è stato incredibile vederli arrivare sopra le nostre teste e osservarli muovere con sinuosità ed eleganza.





Tornati al diving ci prepariamo per raggiungere in barca Sumilon. 



L'isola è tutta una riserva naturale, esiste solo un resort con spiaggia privata e ogni giorno tanti turisti la visitano per la sua famosa lingua di di sabbia fine e bianca.

Purtroppo non riusciremo a passeggiare su questa spiaggia perché un forte temporale ci impedirà qualsiasi spostamento non subacqueo, ma anche qui le immersioni non mancheranno di stupirci per la presenza di enormi anemoni chiusi a palla e l'incontro con un timido squalo pinna nera.













La mattina successiva, costretti anche dall'imminente volo di rientro in Italia, ci accontenteremo di fare snorkeling con i balena, divertendoci a fotografarli quanto da più vicino possibile (sempre tassativamente senza flash), evitando, nello stesso tempo, lo scontro con queste maestose creature marine. 
  

Un taxi ci riporterà a Cebu City e trascorreremo le ultime ore del nostro viaggio, prima del volo di rientro notturno, all'interno del Mall che avevamo già visitato al momento del nostro arrivo.

Questa volta non lo troveremo agghindato a festa, pieno di luci e alberi natalizi, segno inconfutabile che la nostra vacanza, in un'isola dai fondali ricchissimi, fosse finita.